Renato Zero: “Talent show danno un messaggio sbagliato”

Renato Zero
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Renato Zero: “Una sera aprirono la cassaforte nella mia stanza d’albergo e rubarono tutto il mio cachet. Non ne volli più sapere dell’estero

Renato Zero, lo scorso 4 ottobre, ha pubblicato il suo ultimo album, “Zero in folle” un lavoro ribelle “con prodotti apposta per il mercato”.

Il cantante si è raccomtato ai microfoni di Tv Sorris e Canzoni ed ha svelato un retroscena.

“Non mi piace la mia idiosincrasia con l’aereo. Mi ha impedito di portare la mia musica al di fuori dell’Italia come avrei voluto e potuto. Tutto nasce da una tournée che feci con Walter Chiari e Loredana Bertè a Toronto e al Madison Square Garden a New York. Il giorno dopo l’ultimo spettacolo qualcuno forzò la cassaforte dell’albergo e portò via tutti i miei cachet per quelle serate. Ne rimasi così traumatizzato che non volli più saperne di volare all’estero”.

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Qualcuno prima o poi avrebbe dovuto riaccendere il sacro fuoco della follia! Una follia bella. Sana. Necessaria! In un mondo non più tondo. Ma quadrato ed impostato. Troppo prevedibile e quindi, privo di sorprese e di cambiamenti sorprendenti. Io sono folle dal 30 Settembre del 1950. E da allora non ho mai smesso di esercitare “la professione“. Grazie @gucci per avere riacceso la “miccia”. La rivoluzione è nelle sapienti mani di @alessandro_michele mio degno erede. E sono certo che il mondo grazie a quelli come noi ritornerà a girare con fantasia ed eccentricità! E fissatelo bene in mente: la vita bacia i folli!!!! Renato Zero Grazie @alessandro_michele e @gucci per la serata svoltasi ai musei capitolini di #roma per la sfilata #guccicruise20

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Renato Zero ha poi attaccato anche i talent show. Ecco il suo pensiero. “non proverebbe nemmeno a iscriversi” perché “c’è un sovraffollamento che impedisce di capire bene le caratteristiche dei singoli ragazzi. I talent hanno cancellato il concetto di gavetta. Danno un messaggio sbagliato: se fallisci al primo colpo, sei finito. E io ne ho visti tanti di ‘ultimi’ trasformarsi in primi, da Lucio Battisti a Vasco Rossi”.