Harry Potter I Doni della Morte: i segreti del capitolo conclusivo

Harry Potter I Doni della Morte

Harry Potter I Doni della Morte: curiosità sulla parte 1 e parte 2

Apprendisti maghi e stregoni sintonizzatevi stasera su Italia 1 perché la rete dei giovani trasmetterà Harry Potter – I Doni della Morte, parte 1 e parte 2. I film campioni d’incasso sono ancora oggi considerati due delle migliori opere appartenenti alla saga fantasy. Per l’occasione ricordiamo alcune curiosità delle celebri pellicole. Buona lettura!

Un momento topico è quando i tre eroi della storia percorrono la Stanza delle Necessità, pieno zeppo di oggetti affascinanti, dalle lanterne cinesi alle mini statue fino a innumerevoli sedie. In effetti, questo set è stato molto facile da montare poiché completamente realizzato con oggetti di scena di tutti i precedenti capitoli di Harry Potter.

Complessivamente, sono stati utilizzati settantadue contenitori – tra i pezzi unici riconoscibili ci sono il cavaliere cavalcato da Ron ne La pietra filosofale, così come i Cornish Pixies che Gilderoy Lockhart ha liberato nella Camera dei Segreti. Che viaggio nostalgico!

La battuta preferita

Inoltre, il reparto attrezzi ha deciso di fare dei calchi del lato B di Rupert Grint ed Emma Watson cosicché disponessero di comode sedute sulle loro scope. La sequenza finale presenta una delle battute preferite di Julie Walters in tutta la serie. Poco prima che Molly uccida Bellatrix, la sentiamo pronunciare in Harry Potter I Doni della Morte “Non mia figlia, str***a!”. Da allora l’attrice lo ha definito il suo momento preferito nei panni di Molly Weasley.

La cicatrice del fulmine di Harry è uno dei simboli più iconici dell’universo fantastico, sia nei film sia nei libri. Il reparto trucco ha fatto parecchio pratica nell’applicarla sulla fronte delle persone, circa 5800 volte secondo le stime. La cicatrice è apparsa in ogni scena dove Daniel Radcliffe ha recitato, oltre a quelle delle sue controfigure.

Harry Potter I Doni della Morte: il no di Kate Winslet

Ai fan forse sfuggirà, ma il secondo atto ha preso tecnicamente ispirazione dalla serie tv 24 di Kiefer Sutherland. Gli eventi raccontati, dal drammatico raid su Gringotts, fino alla culminante battaglia di Hogwarts, si svolgono sostanzialmente nell’arco di 24 ore. Kate Winslet è probabilmente l’unica star britannica a non apparire nel franchise.

Pur contattata per interpretare il ruolo di Helena Ravenclaw nella parte conclusiva, l’agente della donna ha rifiutato senza lasciar modo di vederla in quanto non avrebbe voluto seguire il resto dei connazionali colleghi, entrando in Harry Potter.

La scozzese Kelly Macdonald ha invece accolto la proposta. Infine, durante l’ultimo giorno di riprese, Rubert Grint ha fatto un regalo d’addio alle sue co-star di lunga data Daniel Radcliffe ed Emma Watson: una tromba ciascuno!