Gabriel Garko: “Parlare con l’analista è come farlo con lo specchio”

Gabriel Garko
Gabriel Garko - Photo credit: https://www.instagram.com/gabrielgarko_official/?

Gabriel Garko: “Ad un certo punto della mia carriera ho capito che era giusto fregarsene del giudizio della gente e che in ogni caso avrei detto quello che penso veramente”

Gabriel Garko, ospite a “Io e Te”, trasmissione di Pierluigi Diaco in onda su Rai 1, si è raccontato quasi a 360°.

Ad un certo punto della mia carriera – ha detto Gabriel Garko – ho capito che era giusto fregarsene del giudizio della gente e che in ogni caso avrei detto quello che penso veramente”.

L’analisi mi ha aiutato, però come ha detto il mio stesso analista, per una mia dote personale, mi sono sempre auto analizzato tantissimo. Tanta gente pensa che andare dall’analista – ha detto Gabriel Garko – voglia dire avere dei problemi. Quando invece li risolvi. Parlare con l’analista è un po’ come parlare allo specchio ma senza filtri. Tanti dicono: se hai un migliore amico parla con lui. Non è la stessa cosa perché gli racconti un sacco di palle”.

Gabriel Garko, poi, ha parlato anche della sua esperienza al festival di Sanremo, nel 2016. “In quell’occasione ho vietato a tutte le persone che lavoravano con me e ovviamente a me stesso di leggere qualsiasi commento sui social e di leggere commenti sui giornali per non farmi influenzare e quindi andare avanti secondo un mio metodo”.

A Sanremo c’erano le persone che volevano che io fossi impeccabile e perfetto, tipo robot. Mi ero un po’ stufato di questa cosa. Motivo per cui le prime 4 puntate le ho fatte spettinato. Era un po’ una ribellione – ha detto Gabriel Garko – nei confronti di tutte quelle imposizioni. lì sei su un palcoscenico e può succedere di tutto, se non hai la spontaneità di sbagliare di fare le gaffe non va bene”.

Gabriel Garko ha poi raccontato delle molestie ricevute. “Non l’ho voluto raccontare per fare la vittima perché immagino sia successo un po’ a tutti… Sono andato avanti per la mia strada. Io all’epoca avevo 16 anni, lui aveva 40 anni, era sposato con figli. Io nel libro l’ho voluto scrivere perché si tende a mettere un po’ al sicuro le persone sposate con figli perché improvvisamente sono diventati ‘normali’. Volevo denunciare il fatto che la normalità, che è una parola che odio, è soggettiva non oggettiva”.

Gabriel Garko, poi, parla dell’orientamento intimo attraverso metafore. “Parliamo di cibo così diventa più facile… Se a me piace la crostata con le pere e il salame piccante… Se io ho dei gusti particolari e a te questa cosa fa vomitare o non ti piace, in ogni caso per me è la ‘normalità’ e per te no”. 

Finale, poi, sulla parte femminile insita in ogni uomo. Ecco il pensiero di Gabriel Garko. “Per quanto riguarda invece la parte femminile dentro ognuno di noi purtroppo c’è tanta gente che ha paura di affrontarla e questo è un problema perché poi sfocia in aggressività”.